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We Live in a Free World

I Festival musicali sono luoghi di celebrazione, di divertimento, di comunità, ispirazione ed innovazione. E ancora, luoghi dove si affermano i nuovi generi di musica e le nuove forme d’arte. Sono occasioni di condivisione, di esplorazione e di approfondimento dei temi ambientali e politici più caldi del momento. Da sempre, però, i festival musicali sono tutt’altro che sostenibili. Basti pensare ai trasporti, agli sprechi, agli scarti e alle tonnellate di rifiuti prodotte dal pubblico. Per non parlare dell’inquinamento acustico, di quello luminoso e al notevole consumo di energia. L’ultimo rapporto fornito dalla Powerful Thinking svela dati allarmanti; nel Regno Unito ogni anno i festival musicali, frequentati da 3,17 millioni di persone, producono 23,500 tonnellate di rifiuti ed emettono 18,778 tonnellate di CO2. Negli ultimi anni, fortunatamente, la tendenza si sta ribaltando e piccoli e grandi festival musicali di tutto il mondo stanno approcciando una filosofia sempre più green.

Al We Love Green di Parigi si promuovono discussioni e dibattiti a sfondo sostenibile, si sono installati bagni ecologici e si è ridotto il consumo di plastica.

Al Glastonbury in Inghilterra già dal 2016 sono state introdotte delle bottiglie in acciaio e dei chioschi d’acqua dove riempire gratuitamente qualsiasi tipo di recipiente. Da quest’anno il festival ha deciso di vietare l’utilizzo delle bottigliette di plastica accettando una, tanto attuale, quanto complessa, sfida.

Il Fuji Rock Festival in Giappone, presentato dai media come “il festival più pulito del mondo”, si basa su tre regole d’oro, ovvero: “Do It Yourself, Help Each Other & Respect Nature”.

Il Flow Festival di Helsinki è totalmente ecosostenibile. È uno dei primi festival al mondo ad emissioni zero, dove il bisogno energetico è quasi completamente coperto da Neste My Renewable Diesel™. Neste riduce le emissioni di gas ad effetto serra fino al 90% ed utilizza elettricità certificata e prodotta con energia eolica.

Terraforma, in Italia, è l’esempio nazionale più rappresentativo. Situato nei giardini di Villa Arconati a Bollate è l’unico festival italiano premiato per la sostenibilità. Quest’anno per la sua 6° edizione ha riprodotto, in collaborazione con Borotalco, un labirinto di siepi e ha garantito la piantagione di 500 esemplari di carpino. L’obiettivo è riqualificare lo spazio e di conseguenza rivalutare il territorio locale. Terraforma promuove il trasporto ferroviario, i servizi di car pooling e i veicoli elettrici. Incoraggia il riciclo e utilizza un sistema di illuminazione interamente alimentato a energia solare. Distribuisce saponi biologici per i capeggiatori e adopera piatti e bicchieri biodegradabili nelle zone di ristoro.
Questi sono i modelli che tutti i festival del mondo dovrebbero avere come riferimento per crescere in modo sostenibile.

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